Alpignano in Maschera 2020

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GIUSEPPE "PINO" BORELLO [Presidente dal 1957 al 1977]
Pino nacque ad Alpignano, in regione Sassetto il 13/10/1918. Suo padre aveva già una piccola officina, con un maglio azionato da una ruota idraulica, per la fucinatura di parti meccaniche di attrezzi agricoli. 
Pino sviluppò l'attività per la produzione di aratri per trattori, sempre in regione Sassetto, che diede lavoro fino a quindici persone,mentre le sue mansioni erano sia commerciali che tecniche. Il suo interessamento inziale per il calcio e per l'Alpignano fu del tutto casuale. 
Modesto Girotto detto "Gino" che nel 1956 lavorava alle sue dipendenze,era altresì un giocatore dell'Alpignano e stimolò il suo datore di lavoro, affinché partecipasse alla vita della società calcistica e nel 1957 ne divenne il Presidente.
La dirigenza di Pino è stata sicuramente la più avventurosa é la più originale, dunque in qualche modo unica. Si può affermare,senza ombra di dubbio, che la persona che più si identificò per passione ed entusiasmo con la squadra dell'Alpignano Calcio, fu in assoluto Pino Borello.
 Nei tanti anni che dedicò alla squadra,non emersero altri personaggi con le sue doti di interesse, vivacità, pazienza e calore umano. Se lo si classifica in base alla tipologia del carattere lo si potrebbe definire un flemmatico, una persona molto alla mano, ma arguto e intraprendente.
All'Alpignano dedicò moltissime delle sue energie, molto tempo libero, investendo anche una parte significativa di denaro. Come riuscisse a conciliare con tanta energia lavoro e passione per l'Alpignano dovrebbe essere fonte di studio. Non appariva mai affaticato, era sempre di buon umore e con il sorriso sulle labbra. Purtroppo abbandonò il campo troppo presto, stroncato da un infarto fulminante. Fu una perdita molto grave per la famiglia, per gli amici del consiglio direttivo e per i giocatori.
Lui era come una chioccia per i pulcini,li teneva sempre d'occhio e non voleva che si allontanassero dall'Alpignano nemmeno a fronte di offerte economicamente vantaggiose. E' stato in sostanza, fino all'ultimo dei suoi giorni, l'anima del calcio alpignanese.
 

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